Shingles: what you need to know — and who should consider vaccination | Rodolico Health

Fuoco di Sant’Antonio: cosa sapere e chi dovrebbe considerare la vaccinazione | Rodolico Health

La maggior parte delle persone conosce il fuoco di Sant’Antonio come un’eruzione cutanea dolorosa, caratterizzata dalla comparsa di vescicole, ma in realtà c’è molto di più da sapere.

Il fuoco di Sant’Antonio diventa sempre più comune con l’avanzare dell’età e, in alcuni casi, può causare complicanze importanti. Inoltre, contrariamente a un mito piuttosto diffuso, è possibile averlo più di una volta.

La buona notizia è che oggi disponiamo di un vaccino molto efficace, Shingrix, che offre una protezione duratura contro il fuoco di Sant’Antonio e le sue complicanze. Le raccomandazioni su chi dovrebbe riceverlo variano da un Paese all’altro, e questo può creare una certa confusione, soprattutto per i nostri pazienti internazionali che vivono a Firenze.

Negli ultimi anni è emerso anche un interessante filone di ricerca sui possibili benefici della vaccinazione oltre alla prevenzione del fuoco di Sant’Antonio, tra cui una possibile associazione con un minor rischio di demenza.

Cos’è il fuoco di Sant’Antonio?

Il fuoco di Sant’Antonio, o herpes zoster, è causato dal virus varicella-zoster, lo stesso virus responsabile della varicella.

Dopo la guarigione dalla varicella, il virus non viene completamente eliminato dall’organismo. Rimane invece inattivo nel tessuto nervoso e, dopo anni o persino decenni, può riattivarsi e raggiungere la pelle lungo il decorso di un nervo, causando il fuoco di Sant’Antonio.

Le persone vaccinate contro la varicella hanno un rischio molto più basso di sviluppare successivamente il fuoco di Sant’Antonio rispetto a chi ha avuto la varicella.

Tipicamente provoca dolore, formicolio, bruciore o sensibilità, seguiti dalla comparsa di un’eruzione con vescicole in un’area su un solo lato del corpo o del viso. In alcune persone il dolore può iniziare prima che compaiano segni visibili sulla pelle.

La probabilità di riattivazione aumenta con l’età, in parte perché la risposta immunitaria che tiene sotto controllo il virus tende naturalmente a diventare meno efficace. Anche alcune malattie e terapie che riducono le difese immunitarie possono aumentare significativamente il rischio.

Il fuoco di Sant’Antonio è contagioso?

Non esattamente.

Non si può “prendere” il fuoco di Sant’Antonio da un’altra persona che ne è affetta. Il fuoco di Sant’Antonio è infatti causato dalla riattivazione di un virus già presente nel proprio organismo.

Tuttavia, il liquido contenuto nelle vescicole attive contiene il virus varicella-zoster. Una persona che non è immune alla varicella — perché non ha mai avuto l’infezione e non è stata vaccinata — può potenzialmente contrarre il virus da una persona con fuoco di Sant’Antonio attivo.

In questo caso svilupperà la varicella, non il fuoco di Sant’Antonio.

Questo è particolarmente importante in presenza di donne in gravidanza non immuni, neonati e persone con un sistema immunitario significativamente indebolito.

Si può avere il fuoco di Sant’Antonio più di una volta?

Sì.

Aver avuto il fuoco di Sant’Antonio non garantisce che non si ripresenti. Le recidive sono ben riconosciute e alcune persone possono avere più episodi nel corso della vita.

Questo è importante perché a volte si pensa che, una volta avuto il fuoco di Sant’Antonio, la vaccinazione non sia più utile. Non è proprio così. Le attuali raccomandazioni statunitensi, ad esempio, consigliano Shingrix alle persone che rientrano nei criteri per la vaccinazione anche se hanno già avuto il fuoco di Sant’Antonio.

Perché il fuoco di Sant’Antonio può essere un problema?

Per molte persone il fuoco di Sant’Antonio è spiacevole, ma si risolve nell’arco di alcune settimane. Il motivo principale per cui lo consideriamo con particolare attenzione nelle persone più anziane è il rischio di complicanze.

La più conosciuta è la nevralgia post-erpetica (NPH), cioè un dolore persistente nell’area colpita dal fuoco di Sant’Antonio anche dopo la scomparsa dell’eruzione cutanea. Può durare mesi e, occasionalmente, anni, con un impatto significativo sul sonno, sull’umore e sulla qualità della vita.

Quando il fuoco di Sant’Antonio interessa i nervi intorno all’occhio può coinvolgere anche l’occhio stesso e, potenzialmente, compromettere la vista. Più raramente, l’herpes zoster può causare complicanze neurologiche o un’infezione più diffusa, soprattutto nelle persone immunocompromesse.

Prevenire il fuoco di Sant’Antonio significa quindi prevenire molto più di una semplice eruzione cutanea dolorosa.

Cosa devo fare se penso di avere il fuoco di Sant’Antonio?

Se pensi di avere il fuoco di Sant’Antonio, è consigliabile consultare un medico rapidamente. La terapia antivirale può ridurre la durata e la gravità della malattia, soprattutto se iniziata precocemente, ed è particolarmente importante in alcune persone a maggior rischio o quando il fuoco di Sant’Antonio interessa il viso o l’occhio.

Per la maggior parte delle persone, il trattamento comprende anche semplici misure come paracetamolo o altri antidolorifici appropriati, mantenere l’eruzione pulita e asciutta e indossare abiti larghi se la pelle è particolarmente sensibile.

Anche se non si può trasmettere il fuoco di Sant’Antonio a un’altra persona, il virus presente nelle vescicole può causare la varicella in una persona non immune. Fino a quando le vescicole non si sono asciugate e ricoperte di croste, è consigliabile coprire l’eruzione quando possibile, lavarsi regolarmente le mani, non condividere asciugamani ed evitare il contatto ravvicinato con donne in gravidanza che potrebbero non essere immuni alla varicella, neonati e persone con un sistema immunitario significativamente indebolito.

Il fuoco di Sant’Antonio che interessa l’occhio o l’area circostante richiede una valutazione medica urgente, così come sintomi gravi o diffusi oppure un episodio in una persona significativamente immunocompromessa.

Shingrix: prevenire il fuoco di Sant’Antonio

Shingrix è il vaccino ricombinante contro l’herpes zoster oggi ampiamente utilizzato in Europa, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

A differenza del precedente vaccino Zostavax, Shingrix non è un vaccino vivo. È inoltre diverso dal vaccino contro la varicella: sebbene il fuoco di Sant’Antonio e la varicella siano causati dallo stesso virus, Shingrix è stato sviluppato per prevenire il fuoco di Sant’Antonio e non sostituisce la vaccinazione contro la varicella.

Il ciclo standard prevede due dosi.

Uno dei principali vantaggi di Shingrix è la sua efficacia. Gli studi clinici iniziali hanno dimostrato una protezione molto elevata contro il fuoco di Sant’Antonio, anche nelle persone più anziane. Oggi disponiamo anche di dati rassicuranti sulla protezione a lungo termine.

Nel follow-up a lungo termine degli studi principali su Shingrix, la protezione complessiva contro il fuoco di Sant’Antonio è rimasta pari all’87,7% nel periodo studiato negli adulti che avevano almeno 50 anni al momento della vaccinazione. È interessante notare che la protezione era ancora di circa l’82% nell’undicesimo anno dopo la vaccinazione. Anche la protezione contro la nevralgia post-erpetica e altre complicanze correlate all’herpes zoster è rimasta elevata.

Questa lunga durata della protezione è particolarmente importante quando si valuta il momento più appropriato per vaccinarsi.

Chi dovrebbe vaccinarsi con Shingrix?

Le raccomandazioni variano da un Paese all’altro, e questo può creare confusione per i pazienti internazionali.

Negli Stati Uniti, Shingrix è raccomandato di routine a tutti gli adulti a partire dai 50 anni, oltre che ad adulti più giovani il cui sistema immunitario è indebolito da determinate malattie o terapie.

Il Regno Unito e l’Italia adottano un approccio più mirato, con programmi pubblici di vaccinazione generalmente rivolti a fasce di età più avanzate e una vaccinazione più precoce per alcune persone a maggior rischio.

È importante comprendere che i criteri di accesso a un programma vaccinale nazionale non coincidono necessariamente con l’appropriatezza clinica della vaccinazione per una singola persona.

Ad esempio, una persona sana di 55 anni che vive in Italia normalmente non rientrerebbe ancora nel programma italiano basato sull’età, ma soddisferebbe già i criteri statunitensi per la vaccinazione di routine con Shingrix.

Per le persone tra i 50 e i 65 anni — o per chi presenta condizioni mediche che aumentano il rischio — può quindi essere utile discutere individualmente i possibili benefici e il momento più appropriato per la vaccinazione.

E se ho già avuto il fuoco di Sant’Antonio?

Aver già avuto il fuoco di Sant’Antonio non significa che la vaccinazione non possa essere utile.

Una volta risolto l’episodio acuto, Shingrix può comunque essere preso in considerazione perché aver avuto il fuoco di Sant’Antonio non protegge in modo affidabile da una recidiva. Il CDC raccomanda specificamente la vaccinazione alle persone che rientrano nei criteri anche se hanno già avuto un episodio di herpes zoster.

Il momento più appropriato per vaccinarsi può dipendere dalle circostanze individuali, in particolare nelle persone immunocompromesse.

Quali sono gli effetti collaterali?

Shingrix può causare effetti collaterali a breve termine abbastanza evidenti. Dolore, arrossamento o gonfiore nel punto dell’iniezione sono comuni. Alcune persone possono anche avvertire stanchezza, dolori muscolari, mal di testa, brividi o febbre e sentirsi generalmente poco bene.

Per la maggior parte delle persone questi sintomi sono lievi o moderati e si risolvono nel giro di pochi giorni, ma è utile saperlo quando si programma la vaccinazione, soprattutto se si hanno giornate particolarmente impegnative.

Le reazioni gravi sono poco comuni e, per la maggior parte delle persone, gli effetti collaterali a breve termine devono essere valutati nel contesto della protezione offerta dal vaccino contro il fuoco di Sant’Antonio e le sue complicanze.

La vaccinazione contro il fuoco di Sant’Antonio potrebbe ridurre il rischio di demenza?

Questo è forse uno degli sviluppi più interessanti della ricerca recente sul fuoco di Sant’Antonio.

Diversi studi hanno riscontrato tassi più bassi di demenza tra le persone che hanno ricevuto un vaccino contro l’herpes zoster. È un dato interessante, ma studi di questo tipo devono essere interpretati con cautela: le persone che scelgono di vaccinarsi possono differire sotto diversi aspetti da quelle che non lo fanno.

Studi più recenti hanno cercato di ridurre alcune di queste incertezze.

Uno studio particolarmente interessante, pubblicato su Nature nel 2025, ha esaminato l’introduzione del programma di vaccinazione contro l’herpes zoster in Galles. Poiché l’accesso alla vaccinazione dipendeva da una precisa data di nascita, i ricercatori hanno potuto confrontare gruppi di persone molto simili tra loro, che differivano principalmente per l’idoneità alla vaccinazione.

I ricercatori hanno riscontrato che la vaccinazione contro l’herpes zoster era associata a una riduzione relativa di circa il 20% del rischio di una nuova diagnosi di demenza nell’arco di sette anni.

C’è però un’importante precisazione: questo studio riguardava il precedente vaccino vivo Zostavax, non Shingrix.

Anche Shingrix, tuttavia, sta suscitando interesse. Uno studio pubblicato su Nature Medicine nel 2024 ha rilevato che le persone che avevano ricevuto Shingrix hanno successivamente trascorso più tempo senza una diagnosi di demenza rispetto a quelle che avevano ricevuto il vaccino precedente.

Quindi Shingrix previene la demenza?

Non lo sappiamo ancora.

Questi risultati sono certamente interessanti, ma non dimostrano ancora che la prevenzione della demenza sia un motivo per vaccinarsi con Shingrix. Sono necessarie ulteriori ricerche per capire se la vaccinazione riduca realmente il rischio di demenza e, in tal caso, perché.

Per il momento, la ragione per vaccinarsi con Shingrix rimane la prevenzione del fuoco di Sant’Antonio e delle sue complicanze.

Se studi futuri confermeranno un ulteriore effetto sul rischio di demenza, sarebbe un importante beneficio aggiuntivo.

Vaccinazione contro il fuoco di Sant’Antonio presso Rodolico Health

Rodolico Health può prescrivere e somministrare Shingrix presso il nostro ambulatorio a Firenze.

Se non sei sicuro che la vaccinazione contro il fuoco di Sant’Antonio sia indicata per te — in particolare se hai più di 50 anni, hai già avuto il fuoco di Sant’Antonio oppure hai una condizione medica o segui una terapia che può influire sul sistema immunitario — possiamo valutare la tua situazione individuale e discutere i potenziali benefici e il momento più appropriato per la vaccinazione.

Per i pazienti internazionali possiamo anche aiutare a interpretare le differenze tra le raccomandazioni vaccinali italiane, britanniche e statunitensi nel contesto della propria storia clinica.

Puoi contattare Rodolico Health oppure prenotare un appuntamento per parlare della vaccinazione contro il fuoco di Sant’Antonio.

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